La risicoltura nell’Abruzzo teramano tra latifondo e mezzadria (secoli XVIII-XIX)
Leggi tutto
ISBN 979-12-82355-04-9
Ricerche&Redazioni, 2026
15x21 cm | 144 pp | 240 g
Storia (11)
Undicesimo volume della collana "Storia" diretta da Luigi Ponziani per Ricerche&Redazioni, il libro di Giacomo De Iuliis ricostruisce attraverso approfondite ricerche d’archivio importanti aspetti della storia della risicoltura teramana nei cruciali decenni a cavallo del 1800. Oltre ad analizzare le modalità d’uso delle acque, le tecniche colturali, le forme di conduzione e le reti commerciali, l’autore ripercorre la parabola storica di questa “industria” intrecciandola alla più ampia vicenda agraria provinciale.
È nei decenni qui considerati che si consuma il destino di questa coltura. A decretarne l’abolizione non fu tanto la minaccia rappresentata dall’endemia malarica, allora imputata ai miasmi prodotti dai ristagni d’acqua, quanto la possibilità, dischiusa dalle riforme francesi, di modernizzare un assetto agrario ancora latifondistico, orientandolo verso l’appoderamento mezzadrile.
L’attenzione alle dinamiche socio-economiche si coniuga con l’analisi microstorica, che consente all’autore di dare voce ai protagonisti dell’economia risicola teramana, colti nella loro quotidianità, e di ancorarne il vissuto alla realtà dell’epoca.
Ne sortisce un quadro che ben riflette la centralità della risicoltura nella storia rurale dell’Abruzzo teramano e apporta nuovi e organici elementi di conoscenza a una tematica tutto sommato ancora malnota, resa tanto più affascinante perché riferita a una coltura scomparsa senza lasciare tracce nella memoria del territorio.
In copertina: Risaie nella piana costiera di Montepagano tra età napoleonica e Restaurazione, Carta dei rilevi delle coste dell’Adriatico dal fiume Tronto a Gagliano del Capo di Santa Maria di Leuca (1830-1835)